La Russia equipaggia il drone Shahed-136 con il missile R-60 e aumenta il rischio nei cieli dell’Ucraina

La Russia equipaggia lo Shahed-136 con un missile R-60 e aumenta il rischio per i cieli ucraini
La Russia equipaggia lo Shahed-136 con un missile R-60 e aumenta il rischio per i cieli ucraini (X @bayraktar_1love / @sternenko)

La Russia ha introdotto una nuova variante dello Shahed-136 equipaggiato con un missile aria-aria R-60, aumentando il rischio per gli aerei e gli elicotteri ucraini coinvolti in missioni di intercettazione.

Il missile a ricerca di calore, montato sulla parte anteriore del drone, è stato visto per la prima volta in immagini rilasciate da organizzazioni ucraine, che hanno confermato che è stato abbattuto da un intercettore Sting sviluppato nel paese.

Gli esperti affermano che il sistema dipende dal controllo in tempo reale (MITL), già utilizzato nelle versioni più recenti dello Shahed, consentendo agli operatori russi di indirizzare il drone direttamente verso gli aerei nemici prima di sparare il R-60.

Nonostante le limitazioni del missile e la bassa manovrabilità del drone, la semplice presenza di questa arma crea un effetto deterrente, rendendo più difficile per gli elicotteri Mi-8, Mi-17 e Mi-24 e per gli aerei che pattugliano contro attacchi kamikaze.

L’adozione del R-60 segue la strategia russa di espandere le capacità dello Shahed-136, oggi prodotto in diverse varianti nel paese. Non è ancora chiaro se il sistema sarà efficace in combattimento reale, ma la possibilità che i droni kamikaze fungano da piattaforme di difesa aerea rappresenta un ulteriore strato di rischio per la difesa ucraina, specialmente in operazioni dietro le linee del fronte.

Fonte: The War Zone | Foto: X @bayraktar_1love / @sternenko | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale

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